Story Telling in Natura: IL RACCONTO IMMAGINATO

Un gioco, un’avventura, un test psicologico proiettivo, uno strumento per story telling ambientati in natura, una terapia non farmacologica.

È un gioco, un’avventura, un test psicologico proiettivo, uno strumento per story telling ambientati in natura, una terapia non farmacologica. Si svolge in scenari naturali, ricreati grazie ai dvd della collana EXPERIENCE NATURE AMBIENTI.

I dvd sono composti da 22 quadri viventi di natura, che possono essere anche molto diversi tra loro e che costituiscono tante sfaccettature, tanti volti distinti di un unico ambiente/stagione. Sono tessere di un mosaico da comporre senza limiti, ognuna delle quali ha la sua storia da suggerire. Il o i partecipanti dovranno incontrarle, viverle, attraversarle, metterle in sequenza seguendo i propri schemi.

Ambiente
bosco
Ambiente
Mare
Ambiente campagna
Ambiente montagna autunno
Ambiente montagna estate
Ambiente montagna inverno

Il Racconto Immaginato permette la creazione – singola o in gruppo – di una storia, un’avventura, attraversando le varie stazioni proposte, tappe di un viaggio nel quale le dinamiche interne della persona vengono proiettate sulle immagini di natura, stimolo e suggestione evocativa di infiniti mondi, tutti ugualmente possibili.

Come affermava lo stesso Murray, ideatore del Thematic Apperception Test:
«Una delle caratteristiche di maggior valore del test è la sua capacità di evidenziare tendenze inibite e nascoste che il soggetto non è disposto ad ammettere o non può ammettere perché non ne è consapevole». (Abbate L., Massaro V., 2007, pag. 5)

WORKSHOP IL RACCONTO IMMAGINATO ®:

story telling terapeutico ambientato in natura.

 

MEETING DELLE PROFESSIONI DI CURA, Piacenza 24 maggio 2018

Leggi l’articolo e guarda il video del workshop

Case history “Scuola materna Piemonte”

“Questo progetto apre a molte possibilità di lavoro, ha molte potenzialità di applicazione ed è un ottimo strumento per bambini così piccoli e per bimbi con difficoltà emotive, relazionali e di instabilità motoria”.

Raffaella Castrale, docente scuola materna

Case history: “Nucleo Alzheimer Cremona”

“Il mio utilizzo dei video Experience Nature è volto a stimolare l’immaginazione. L’obiettivo non e’ quindi il recupero della memoria; i ricordi talvolta escono spontanei e diventano appendici della storia. Il focus è sulla fantasia, su ciò che non c’è di visibile, per attivare una dimensione più libera e sganciata da consequenzialità logico-cognitive, per inoltrarci in un territorio di grande libertà”.

Iris Dall’Aglio, educatore sociale

Case history “Nucleo Alzheimer Perugia”

“Le registrazioni dei valori basali della pressione arteriosa, effettuate dopo l’attività di visione e di narrazione, hanno rivelato un calo obiettivo di 20 mmHg, sia nei casi trattati con antipertensivi, sia nei casi non trattati farmacologicamente”.

Cristina Falomi, educatore sociale

Case history “Fondazione Casa Serena, Brembate Sopra (BG)”

“Rileggere i racconti realizzati ci fa capire la ricchezza di questa proposta, che non si esaurisce nel tempo della narrazione vera e propria, ma continua sulla pagina scritta. Li stiamo raccogliendo con l’idea di valorizzarli e metterli in luce, custodendoli con cura”.

Paola Buelli, educatore sociale

Case history “Apsp Santa Maria, Cles (TN)

“Abbiamo fatto una sessione sul mare, portando la bacinella con la sabbia, con l’acqua, le conchiglie… abbiamo mangiato il gelato perché al mare non si mangiano i biscotti ma si mangia il gelato.  È stato molto, molto emozionante perché uno dei nostri residenti, che parla pochissimo e ha delle difficoltà veramente grandi, ci ha raccontato di come ha conosciuto sua moglie, proprio al mare, si è anche messo a piangere e quando l’abbiamo raccontato alla figlia, anche lei si è emozionata tantissimo perché era un ricordo che aveva da bambina, ma lo aveva dimenticato ed ora lo ha di nuovo vivo”.

Samanta Noldin, educatore sociale

Case history IPAB Villa Serena, Solagna (VI)

“È nata così l’idea di un dizionario iconografico che stiamo creando scegliendo ogni volta un elemento (es. acqua o mirtillo) e ognuno lo arricchisce secondo la propria visione (rubinetto, lago, gocce o marmellata, succo di frutta, sottobosco di mirtilli ecc.). Lo stiamo facendo in doppia lingua in quanto abbiamo una nostra anziana albanese, così favoriamo il suo apprendimento e un’esperienza multiculturale attraverso queste esperienze”.

Enrica Pontin, educatore sociale

Post Correlati