MEETING PROFESSIONI DI CURA 2019

Workshop: EXPERIENCE NATURE CARE®.
Come utilizzare la TV in modo terapeutico.
Il punto attuale, dopo otto anni di ricerca per offrire, attraverso i video natura, uno strumento terapeutico basato sulla bellezza e la capacità rigenerante e rilassante della natura.

MEETING DELLE PROFESSIONI DI CURA 2019:

OLTRE LA CURA, LA CASA

 

Workshop: EXPERIENCE NATURE CARE®.

Come utilizzare la TV in modo terapeutico

 

Nelle 3 ore del workshop, il punto attuale dopo questi otto anni di ricerca per offrire, attraverso i video natura, uno strumento terapeutico basato sulla bellezza e la capacità rigenerante e rilassante della natura.

In ordine di apparizione, hanno parlato:

Cristina Fino, ha illustrato il punto di vista tecnico/teorico, in qualità di autrice dei video natura Experience Nature.

Anna Daccordo, psicologa, ha descritto e fatto vivere il punto di vista terapeutico: che cosa significa sentirsi a casa.

Samanta Noldin, educatrice, ha portato una sintesi di come i video siano stati introdotti sempre di più nella vita dei residenti e ha raccontato alcune testimonianze commoventi e significative.

Paola Buelli, educatrice, parla della sua esperienza con la narrazione creativa, sotto forma di racconto autobiografico, iniziata dopo il workshop esperienziale tenuto al Meeting Professioni di Cura 2018.

Cristina Falomi, educatrice, ha portato la sua esperienza soprattutto con persone a cui è appena stato diagnosticato il decadimento cognitivo. Molto toccanti le testimonianze di due signore, che attraverso questa attività riescono a dimenticare la patologia e rivivere bei ricordi della loro vita.

Cristina Fino, presenta il 1° canale tv terapeutico, Experience Nature Care.

Angela Eccher, responsabile di nucleo Alzheimer che già utilizza E.N.Care,  ha spiegato come le emozioni permangano fino all’ultimo respiro e come sostare anche in silenzio guardando i quadri viventi insieme agli anziani sia un arricchimento anche per gli stessi operatori.

CRISTINA FINO, autrice dei video natura Experience Nature

Le nozioni tecnico / teoriche sui benefici di guardare immagini di natura e in particolare, la spiegazione della metodologia Experience Nature.

Presentazione del catalogo: 72 titoli monotematici e 1500 quadri viventi che costituiscono gli ambienti nelle varie stagioni, utili per attività quali narrazione creativa, laboratori artistico-pittorici, multisensorialità, ma anche per puntualizzare meglio il corso del tempo attraverso i mesi dell’anno con il canale tv terapeutico E.N.Care.

ANNA DACCORDO, psicologa apsp Santa Maria, Cles (TN)

Ho conosciuto Cristina qualche anno fa e subito ho trovato il suo lavoro straordinario. È proprio uno strumento terapeutico, è terapia pura per l’anima e per il cuore. Da quando lo possiamo sperimentare ci sa regalare tantissime esperienze uniche con le persone di cui ci prendiamo cura.

Quando guardo questi video, mi rendo conto che ogni paesaggio risuona in me in modo diverso. C’è un luogo che sa entrare in profondità dentro di me, è come se mettessi a posto tutti i miei pezzi e, da buona Trentina, questo luogo è la montagna.

Casa può significare quiete, calma, protezione, sicurezza… E come ci sentiamo quando siamo a casa?

La prima cosa che faccio quando sono a casa: mi fermo e faccio un bel respiro. Essere a casa significa poter respirare a fondo e con calma. Il mio respiro rallenta e anche il mio battito cardiaco rallenta. E questo è ciò che accade nella dimensione corpo. Nella dimensione cognitiva, della mente, quando arriviamo in un luogo dove davvero ci sentiamo protetti e sicuri, i nostri pensieri possono piano piano trovare il loro ordine. Anche la mente insieme al corpo si quieta. E le emozioni? Nella mia casa, dove sono al sicuro, tutto è possibile e le emozioni possono fluire nella loro onda, in cui hanno la massima espressione e poi si quietano e lasciano posto per qualcos’altro. Quando entriamo in contatto con un ambiente che è casa ecco che tutte queste nostre dimensioni si riallineano e noi torniamo in armonia con noi stessi, c’è una sintonizzazione di tutti i nostri livelli.

Questi video ci permettono di tornare a casa, alla casa dentro di noi.

AMBIENTE MARE 4 STAGIONI

AMBIENTE CAMPAGNA E LAGHI 4 STAGIONI

AMBIENTE BOSCO 4 STAGIONI

AMBIENTE MONTAGNA 4 STAGIONI

Avete visto quanto possano essere potenti per noi, che comunque abbiamo la possibilità di andare in uno di questi luoghi, se lo vogliamo. Invece i nostri anziani abitano un luogo: molto spesso abitare non vuol dire trovare casa. Allora cosa possiamo fare? Non possiamo portarli in montagna, ma possiamo portare la montagna in struttura e farli sentire di nuovo a casa. E’ questo il grande potere che abbiamo, perché nel momento in cui diamo loro la possibilità di stare bene, di ritornare in pace, in armonia, questa è un’azione di cura estrema e può restituire momenti di vita, momenti di gioia. Un momento ricco di ricordi, a volte anche un po’ tristi, ma ricco di emozioni, di famiglia. La capacità di poter raccontare, di raccontarsi, ricordare e rivivere qualcosa che non gli è più stato possibile vivere. Gli restituiamo vita.

Concludo con una citazione di Norberto Bobbio, filosofo, giurista, senatore a vita. Negli ultimi anni della sua vita ha lasciato questa testimonianza come supporto alla progettazione di servizi d’assistenza: “La propria casa dà sicurezza, ti difende dal non conosciuto, dall’imprevisto, dal trovarti in un mondo che ormai, chiuso tra 4 pareti, ti è diventato sempre più estraneo. Tanto più si è vecchi, quanto più sono profonde le radici, e quindi tanto più difficile da sopportare lo sradicamento, l’andare altrove dove ti troveresti spaesato, perderesti la tua identità, diventeresti un numero in mezzo ad altri numeri.”  E non è questo che noi vogliamo, vogliamo che loro possano ritrovare se stessi ed essere loro anche nelle nostre strutture. Cristina ci ha dato una grande possibilità in questo.

SAMANTA NOLDIN, educatrice apsp Santa Maria, Cles (TN)

Facevamo un’attività con le persone un po’ tristi. Abbiamo provato a utilizzare i video di Cristina per il rilassamento e lì ci si è aperto un mondo, perché non è stato solo un momento di rilassamento, era proprio un momento in cui “vi racconto quello che sento, vi racconto come sto”. Così abbiamo pensato di utilizzarli anche in tutti i saloni dei piani.

Alla mattina, mentre aspettano la colazione, accendiamo il dvd, che può essere del lago, piuttosto che i fiori, quello che comunque decidiamo insieme a loro e il sorriso spunta subito. Il momento del risveglio è completamente diverso.

La stessa cosa accade al momento dei pasti. Avevamo due residenti che non volevano più mangiare, perché probabilmente erano stanchi, ti dicevano “io non voglio più vivere, quindi non mangio”. Abbiamo messo il dvd della frutta, piuttosto che quello dell’orto e alla fine hanno iniziato a mangiare in autonomia, da soli. E anche la notte, quando “voglio andare a dormire, però non mi ci accompagnano”, restano in salone, ma con i dvd si rilassano, sono più tranquilli.

Poi ho conosciuto Cristina, che mi ha parlato della narrazione creativa. Romeo da due anni non parlava più, non esprimeva più nessuna emozione. Lo accompagnavamo comunque alle sessioni perché a lui piaceva guardare i video. Un giorno ho proiettato il video del mare e di punto in bianco sentiamo “Ah, il mare!”. Romeo inizia a raccontarci che ha chiesto a sua moglie, in ginocchio sulla spiaggia, di sposarsi. Si sono poi sposati e sono tornati lì in viaggio di nozze. E ci ha raccontato del suo viaggio di nozze… Il giorno dopo chiamo la figlia e le dico cosa era accaduto. Lei non conosceva la storia, ma era perplessa perché sapeva che suo padre non parlava più. Insieme a lei siamo tornati da Romeo: “ma papà, è vero che ieri hai visto il video del mare?” E lui ha risposto di si e ha raccontato tutta la storia anche a lei.

C’è una bella differenza tra quello che ha fatto Cristina e gli altri filmati di natura. L’altro giorno, la consegna dell’operatore diceva che: “la persona era abbastanza agitata, così ho messo un video natura ma non ha funzionato”. In quella stanza non hanno il dvd, così sono salita e ho chiesto quale video avesse messo: “ho cercato in internet e gli ho messo un video natura”. Ho collegato il dvd al televisore e gli ho messo il dvd della montagna: 30 secondi dopo lui era sdraiato sul letto, tranquillo e rilassato.

PAOLA BUELLI, educatrice Fondazione Casa Serena, Brembate di Sopra (BG)

Per noi il racconto non è proprio il racconto creativo, è molto più un racconto autobiografico. La cosa bella è che loro riconoscono i posti, la montagna è la loro montagna. E quando nominano il posto, il racconto parte… Ormai il nostro è un gruppo consolidato e abbiamo dei ruoli: c’è la signora che dà il titolo, c’è l’esperta di campagna… e ci sono quei due o tre che hanno più voglia di raccontare, per cui loro fanno da traino. Però tutti, ma veramente tutti, contribuiscono al racconto.

CRISTINA FALOMI, educatrice Cooperativa Giglio Blu, Perugia

La prima cosa è proprio questa: io mi racconto. Che cosa mi rievoca quell’immagine? Quel sentire il fruscio del vento, o dell’acqua che scorre? Un rievocare qualcosa di personale, anche molto profondo, a volte. E inizio a raccogliere queste storie.

In seguito, sono stata invitata a portare questa attività con persone che hanno un declino cognitivo lieve. Queste persone sono coscienti della situazione che stanno vivendo e i laboratori vengono fatti proprio per aiutarli ad uscire da casa. La solitudine è la prima cosa che colpisce queste persone, ma non solo loro, anche i loro familiari.

A questi laboratori partecipano sia le persone con declino cognitivo lieve, che i care givers. Abbiamo chiesto di portare oggetti che utilizzavano per andare in spiaggia e ognuno di loro ha portato qualcosa. È stato un momento di condivisione bellissimo, perché alla fine la conclusione è: “grazie, perché tramite questo lavoro ho ritrovato dei ricordi che pensavo non ci fossero più”.

Soprattutto nella fase iniziale del declino cognitivo, quello che posso osservare è che la persona è spaventata, ha paura; il pensiero lo focalizzano su tutto quello che non va. Chi sono ora, che cosa sono diventato e che cosa diventerò. Il loro pensiero è su quello, quindi tutto quello che è passato di bello lo escludono, non lo portano alla mente. Questi laboratori ci permettono di far riemergere quello che è stato il bello della loro vita, l’aspetto positivo.

Vi ho portato le testimonianze di due signore che mi hanno veramente commossa perché questo è quello che viene fuori dal mio lavoro: farli stare bene, riportare a galla quei ricordi che per loro sono preziosi e che gli restituiscono un ruolo, pace e identità.

Gli operatori credo che facciano fatica ad accogliere la sofferenza del ricordo, perché è più facile dire “ma non ci pensare”. Invece lei ci dice: “No, fammele rivivere, perché anche se sono passate, io in quel momento sono stata bene”. Questo secondo me è farli stare a casa, permettere di ricordare e di creare quelle situazioni che ci fanno tornare a casa. Poi lei è andata a pranzo e continuava a dire all’operatore: “Ma io mai mi sarei creduta che avrei rifatto quel viaggio, mai me lo sarei immaginato”. Ha rivissuto il viaggio di nozze che aveva fatto col marito e per questo era così commossa, perché per lei quel momento è stato bellissimo.

Non ho potuto portare tutto il gruppo che lavorava, penso però che questi siano due spezzoni d’immagini che vi fanno capire che cosa vivono quando utilizziamo uno strumento che crea bellezza terapeutica.

CRISTINA FINO, autrice video natura Experience Nature

La prima presentazione pubblica di E.N.Care, il dispositivo nato per risolvere a monte tutti i problemi legati all’utilizzo dei dvd  (mancanza di temi, mancanza di tempo, mancanza di conoscenze di naturopatia) .

Uno strumento terapeutico completo, 24 ore su 24 per tutti i giorni dell’anno, per accompagnare e contestualizzare il corso del tempo nelle case di cura attraverso la bellezza e il potere rigenerante della natura. Per scandire le varie fasi del giorno, sostenere i laboratori, favorire il riconoscimento dei giorni della settimana e l’alternarsi delle stagioni attraverso l’osservazione della natura nei diversi ambienti nel corso dei mesi.

ANGELA ECCHER, Responsabile Processo DEDICO, apsp C. Vannetti, Rovereto (TN)

I nostri residenti nelle strutture arrivano già con decadimento cognitivo molto grave. Nelle strutture a volte la bellezza ambientale non c’è e questo è uno dei motivi per cui i disturbi del comportamento possono essere amplificati. Nella struttura sono obbligati ad accogliere l’ambiente così com’è. Con l’esperienza dei video natura noi abbiamo provato, oltre ai ricordi, le emozioni. Le emozioni rimangono fino all’ultimo respiro. Suscitare in loro le emozioni, o sostare con loro davanti a questi quadri viventi che suscitano emozioni, anche nel silenzio, è qualcosa che tutti possono fare e vivere questi istanti con loro suscita anche in noi operatori delle emozioni, che possiamo portarci a casa come bagaglio emozionale da poter ripescare nei momenti difficili della nostra attività lavorativa.

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