MEDITAZIONE IN BLU

LUX VIVENS e ALAMAR LIFE rendono omaggio alla mistica Hildegard von Bingen dando voce e immagini a una sua antifona nelle frequenze vibrazionali del blu.

In occasione della celebrazione di S. Hildegard von Bingen (1098 – 1179)

LUX VIVENS e ALAMAR LIFE rendono omaggio alla mistica dando voce e immagini a una sua antifona: “O speculum columbae“, nelle frequenze vibrazionali del blu.

LUX VIVENS – Suoni di Luce Vivente

Soprano: Julia Berger

Voci in eco: Cristina Avrella, Maria Antonia Ballini, Mirella Scaglia, Renata Stefani

Campane di cristallo di rocca: Giuseppe Olivini, Massimiliano Peri, Mauro Occhionero

Ideazione e direzione artistica: Patrizia Maranesi

ALAMAR LIFE  – Your Eyes on Nature

Regia e fotografia: Cristina Fino

O speculum columbae
O speculum columbae
castissimae formae
qui inspexisti misticam largitatem
in purissimo fonte:
O mira floriditas
que numquam arescens cecidisti,
qui altissimus plantator misit te:
O suavissima quies
amplexuum solis:
tu es specialis filius Agni
in electa amicitia
nove sovolis.
Specchio della colomba
Specchio della colomba
della figura castissima,
che indagasti la mistica abbondanza
nella fonte purissima.
Fiore meraviglioso,
non ti sei mai sciupato e inaridito
ché il sommo giardiniere ti ha piantato.
Dolcissimo riposo
nell’abbraccio del sole,
tu sei il figlio speciale dell’Agnello
nell’eletta amicizia
d’una nuova progenie.

Antifona di grande forza evocativa, dedicata a Giovanni Evangelista, particolarmente venerato da Ildegarda per essere specchio della vita verginale. La parola poetica indugia sui superlativi che cadenzano ogni versetto, in un curioso gioco di contrasti con le ampie fioriture melismatiche giocate sul registro basso.  Patrizia Maranesi

S. Hildegard von Bingen

Nasce a Bermesheim nel 1098, ultima di dieci figli, un anno prima che i crociati conquistassero Gerusalemme.

Le visioni di Ildegarda sarebbero iniziate in tenera età e avrebbero contrassegnato tutta la sua esistenza.

Tra il 1147 e il 1150, sul monte di San Ruperto vicino a Bingen, sul Reno, Ildegarda fonda il primo monastero e, nel 1165, il secondo, sulla sponda opposta del fiume.

È una persona delicata e soggetta alle malattie, tuttavia, raggiunge l’età di 81 anni affrontando una vita piena di lavoro, lotte e contrasti spirituali, temprata da incarichi divini.

Figura, intellettualmente lungimirante e spiritualmente forte, le sue visioni, trascritte in appunti e poi in libri organici, la rendono celebre. È interpellata per consigli e aiuto da personalità del tempo. Sono documentati i suoi contatti con Federico Barbarossa, Filippo d’Alsazia, san Bernardo, Eugenio III.

Fondatrice del monastero di Bingen am Rhein, Ildegarda fu spesso in contrasto con il clero; riuscì tuttavia a ribaltare il concetto monastico prevalente fino ad allora, e che per molto tempo ancora sarebbe rimasto inamovibile, preferendo una vita di predicazione aperta verso l’esterno a quella più tradizionalmente claustrale.

Quando ormai era ritenuta un’autorità all’interno della Chiesa, papa Eugenio III nel 1147 lesse alcuni dei suoi scritti durante il sinodo di Treviri del 1147. In tale occasione, fu autorizzata a scrivere ed esporre in pubblico le sue visioni.

Ildegarda studiò a lungo occupandosi di teologia, musica e medicina, lasciando alcuni libri profetici come lo Sci vias (Conosci le vie), il Liber Vitae Meritorum (Libro dei meriti della vita) e il Liber Divinorum Operum (Libro delle opere divine), oltre a una notevole quantità di lavori musicali, raccolti sotto il titolo di Symphonia harmoniae celestium revelationum, diviso in due parti: i Carmina (Canti) e l’Ordo Virtutum (La schiera delle virtù, opera drammatica musicata).

Hildegard von Bingen diede un notevole contributo anche alle scienze naturali, scrivendo due trattati enciclopedici che raccoglievano tutto il sapere medico e botanico del suo tempo e che vanno sotto il titolo di Physica (Storia naturale o Libro delle medicine semplici) e Causae et curae (Libro delle cause e dei rimedi o Libro delle medicine composte).

Ebbero anche grande fama le sue lettere a vari destinatari, che trattano di diversi argomenti, nelle quali Ildegarda risponde a domande sull’ordine e sull’essenza della Creazione, sul rapporto che lega Dio agli uomini, sui concetti di corpo, anima, uomo e angelo.

Negli anni della maturità intraprende numerosi viaggi per visitare monasteri, che avevano chiesto il suo intervento e per predicare nelle piazze.

Muore il 17 settembre 1179.

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